A Zacinto



Inizia oggi un'ulteriore rubrica del blog, in cui verranno pubblicate poesie, tracce di opere di letteratura, poemi eccetera che si reputano di interessa e che quindi vanno quanto meno letti. Per l'analisi in prosa del testo degli stessi si rimanda però a siti o libri specializzati.


    A ZACINTO

    Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque

    Venere, e fea quelle isole feconde col suo primo sorriso, onde non tacque le tue limpide nubi e le tue fronde l'inclito verso di colui che l'acque

    cantò fatali, ed il diverso esiglio per cui bello di fama e di sventura baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

    Tu non altro che il canto avrai del figlio, o materna mia terra; a noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura.

    Ugo Foscolo


Analisi del testo

Il messaggio: COME DIMENTICARE?

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